Dopo le dimissioni dalla Giunta regionale dell’onorevole Vincenzo Figuccia, sarà il presidente della Regione Nello Musumeci a nominare a breve il nuovo assessore con le importanti deleghe a rifiuti, acqua ed energia. Intanto la Giunta regionale ha incaricato Salvo Cocina a dirigere il dipartimento acque e rifiuti, al posto di Geatano Valastro. Uno dei ruoli chiave della burocrazia regionale.
Abbiamo sentito Mario Pagliaro, il ricercatore del Cnr fra gli scienziati italiani più citati nel mondo e componente del comitato scientifico di Legambiente.

Pagliaro è intervenuto insieme a Gianfranco Zanna ed Aurelio Angelini ad una tavola rotonda sui rifiuti tenutasi a Termini Imerese il 22 Dicembre, promossa dalla nostra testata.
In tale occasione si è ragionato sulla convenienza di bruciare la spazzatura e sui danni che provocano gli inceneritori, oltre che sul valore economico delle materie riciclate.

Con il ricercatore del CNR, che tra l’altro è referee per quasi tutti i principali giornali scientifici nei campi della chimica, dell’energia e della scienza dei materiali, abbiamo parlato di economia circolare

Conosciamo tutti la gravità dell’emergenza rifiuti. Secondo lei cosa dovrà fare il nuovo assessore?

«Dovrà far realizzare in tempi brevissimi gli impianti necessari a valorizzare le materie prime ottenute dalla raccolta differenziata: dai biodigestori agli impianti di compostaggio, da quelli per il riciclo della carta a quelli del vetro e della plastica. Trasformando le migliaia di operatori ecologici delle società di igiene ambientale pubbliche e private in operatori della raccolta differenziata e quindi dell’economia circolare».

Come Zanna ed Angelini, lei da molti anni conduce una battaglia culturale sul territorio di questi temi. Chi, nel concreto, potrebbe realizzare una trasformazione di simile portata?

«L’attuale responsabile dell’Ufficio speciale per la differenziata, Salvo Cocina. Da un lato ha fatto passare in un anno o poco più dal 15 al 25 per cento la frazione di rifiuti urbani differenziati, dall’altro ha una conoscenza approfondita della struttura e delle regole amministrative della Regione. E poi c’è un altro aspetto che risulterà vincente».

Quale?

«La capacità di fare ed operare in squadra. È una dote che Cocina dimostrò da responsabile della Protezione civile costruendo una rete sul territorio che poi si è in parte ritrovata nel promuovere nei Comuni la differenziata. Questa è una partita che si vince insieme: con il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni ambientaliste, degli amministratori e delle imprese».

In tutta franchezza: lei pensa che sia una battaglia che la Sicilia potrà effettivamente vincere?

«Certo. Lo ha fatto la Campania, dove in pochi anni la differenziata ha superato il 50 per cento, e lo stanno facendo tutte le regioni del Sud. L’economia circolare è ricchezza autentica e durevole: creata sul territorio, con benefici per tutti. Gli addetti che ci lavoreranno, gli operatori turistici che potranno presentare ai loro clienti un territorio pulito e risanato ed i cittadini che potranno beneficiare di tasse sui rifiuti drasticamente ridotte. Basta partire: dopo, non si tornerà più indietro»

 

TAVOLA ROTONDA
Conviene bruciare la spazzatura? I danni che provocano gli inceneritori
ed il valore economico delle materie riciclate