Il gruppo consiliare “Castellana Domani”, in una lettera aperta, ha bollato come uno “scivolone fragoroso” la scelta dell’amministrazione comunale di conferire la cittadinanza onoraria a Leonardo Genduso. La cerimonia avverrà oggi (domenica 10 dicembre) nel corso di un consiglio comunale appositamente convocato che dovrebbe essere disertato dai consiglieri di minoranza, almeno secondo quanto ci ha dichiarato Franco Giacomarra.
“L’iniziativa, seppur lodevole e condivisibile, – scrivono nella nota – di assegnare la cittadinanza onoraria ad ‘uno dei protagonisti, l’unico vivente’ della fase storica riguardante l’emancipazione amministrativa da Petralia Sottana, nel lontano 22 maggio 1947 ad opera di giovani dell’epoca, rappresenta uno degli ormai innumerevoli, fragorosi scivoloni dell’attuale sindaco, giunta municipale e presidente del Consiglio comunale”.

Franco Calderaro, XIV sindaco di Castellana Sicula, ha presieduto la giunta comunale del 17 ottobre scorso nel corso della quale si sono determinati a proporre la cittadinanza onoraria al novantaduenne Genduso, “tra gli artefici del movimento per l’emancipazione che proprio nel 1947 portò a riconoscere la nostra comunità come Ente locale, staccandola dal comune di Petralia Sottana”, si legge nell’atto deliberativo.

“Genduso, oggi novantaduenne, ha vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza a Castellana Sicula. – continua il segretario nel redigere il verbale – In Sicilia e sulle Madonie ha maturato le sue prime esperienze professionali da segretario comunale. Da anni vive in Liguria, dove si è trasferito nel 1960 con la moglie China e i suoi figli Giuseppe e Vincenzo e dove ha completato la sua carriera ai vertici della burocrazia in diversi Comuni della regione”.

L’amministrazione comunale riconosce in Genduso “uno dei protagonisti, l’unico vivente, di quella fase storica del nostro Comune, – si legge nella prosposta di deliberazione – animata dai giovani dell’epoca che con tanta dedizione e spirito di appartenenza lottarono per l’Autonomia e per l’indizione delle prime elezioni amministrative che si tennero il 31 ottobre del 1947″.

I consiglieri di “Castellana Domani” non contestano il conferimento del prestigioso riconoscimento, meritato dal funzionario dello Stato (è stato segretario comunale in diversi comuni liguri) per il suo impegno a favore dell’autonomia,  bensì il metodo con cui l’amministrazione ed il presiedente del consiglio, Tommaso Di Prima, avrebbero gestito la vicenda, tra l’altro non regolamentata.

“Non siamo stati coinvolti”, scrivono e ribadiscono che sarebbe una “prassi irrituale e esclusiva”. “La minoranza consiliare che, piaccia o non piaccia, rappresenta una fetta consistente degli elettori castellanesi”, affermano i sottoscrittori della lettera aperta.

I consiglieri di minoranza sarebbero stati coinvolti  “praticamente a cose fatte”.
“Assegnare la Cittadinanza Onoraria, atto nobile, significativo e simbolico, – affermano –  in qualsiasi altro contesto amministrativo o comune d’Italia, dovrebbe vedere coinvolti non solo le rappresentanze consiliari, ma anche altre istituzioni e associazioni presenti nel tessuto comunale. I Consiglieri di minoranza ne sono venuti a conoscenza solo per mezzo della lettera di convocazione del Consiglio Comunale datata 14 novembre 2017″.

Sarebbe stato negato il  “confronto e la condivisione. – chiosa la minoranza consiliare – Con un dialogo democratico si sarebbe potuto decidere, per esempio, di conferire la Cittadinanza Onoraria al gig. Genduso ma anche agli altri giovani temerari protagonisti della stagione dell’autonomia che non ci sono più. Innumerevoli sono i casi di attribuzione, da parte dei comuni, della Cittadinanza Onoraria post-mortem. Crediamo fermamente che la meritassero tutti quanti, i giovani castellanesi protagonisti nel 1947, coraggiosi e temerari. In occasione del 70° anniversario dell’Autonomia Comunale sarebbe stato un gesto apprezzabile e di riconoscimento plurimo, proprio perché non fu ardimento di un singolo. Ma quando si decide in solitudine, ancorchè altezzosa e arrogante, questi sono i risultati”

Abbiamo chiesto una replica al presidente del Consiglio il quale ci ha riferito che non «ha intenzione di replicare, assolutamente».

Quella che doveva essere una giornata di festa si è invece trasformata in un durissimo scontro tra maggioranza ed opposizione. Una cosa è certa. L’amministrazione ed i consiglieri comunali di maggioranza (che dovrebbero vigilare anche sulle sbavature politiche) in particolare, avrebbero dovuto coinvolgere ufficialmente  tutta l’assise consiliare, all’indomani delle determinazioni della giunta e prima della convocazione del civico consesso.
Non è stato fatto e questo atteggiamento non fa altro che accentuare il solco profondo che divide la comunità castellanese. La ragione non sta mai da una parte sola.

Sindaco, presidente del consiglio ed i rappresentanti del partito democratico continueranno su questa strada, abbiamo motivo di ritenere che hanno la convinzione di essere gli unici custodi della “verità”.
La speranza risiede nel giovani consiglieri comunali che dovrebbero imporsi rispetto alle scelte dei “big” e pensare che una strada diversa, sicuramente più illuminata e utile per tutta la comunità c’è sempre.

Nel mezzo di questa spiacevole diatriba si trova l’autonomista Leonardo Genduso, segretario comunale di un tempo. Quando nei contesti dei comuni dove ha governato la burocrazia, si “faceva politica” e le amministrazioni non scivolavano sulle bucce di banana, per futili motivi.