24 dicembre – Si celebra oggi in tutta la Chiesa Cattolica la memoria di San Delfino di Bordeaux. Nominato vescovo di Bordeaux sotto il regno di Teodosio come successore del vescovo Orientale, Delfino si adoperò per l’evangelizzazione della diocesi di Bordeaux e l’affermazione della dottrina cattolica. Partecipò al Concilio di Saragozza del 380, nel quale furono condannate le dottrine del Priscillianesimo, e convocò un concilio a Bordeaux nel 384, sempre contro Priscilliano e i suoi seguaci.

24 dicembre  1871 – Presso il Khedivial Opera House, a Il Cairo viene rappresentata per la prima volta l’Aida di Giuseppe Verdi. L’opera è stata commissionata dal governo egiziano a Verdi per celebrare il grande evento dell’apertura dello stretto di Suez, avvenuta nel 1869. Il ritardo nella rappresentazione dell’opera è dovuto alla guerra franco-prussiana che devasta Parigi, bloccando il trasferimento di tutta la macchina teatrale, costruita nella capitale francese. Nel 1871 Giuseppe Verdi non è presente alla rappresentazione in Egitto, ma si guadagna il prestigioso titolo di Commendatore dell’Ordine Ottomano.

24 dicembre 1924 – Dieci giorni dopo il “gran rifiuto” di Celestino V, il cardinale Benedetto Caetani, nato ad Anagni nel 1235, viene eletto papa con il nome di Bonifacio VIII. Il 22 febbraio del 1300 indice il Primo Giubileo con la bolla “Antiquorum habet fide relatio. Per ottenere la “grande indulgenza” e la “piena e intera perdonanza”, sono richieste ai romani 30 visite alle due basiliche di San Pietro e di San Paolo e ai pellegrini non-romani, 15 visite.

24 dicembre 1818 – Due voci soliste accompagnate da una chitarra. Così, in un piccolo borgo dell’Austria, venne eseguito per la prima volta, durante la Messa di Natale nella chiesa di San Nicola di Oberndorf, il canto di Natale più amato in assoluto, “Stille Nacht”. A scrivere il testo nel 1816 fu il reverendo Joseph Mohr, che due anni dopo lo fece musicare all’organista ed insegnante di musica Franz Xaver Gruber. A intonarlo furono gli stessi autori, accompagnandosi con la chitarra, per l’inservibilità dell’organo (secondo la tradizione rosicchiato dai topi).