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06/12/2013 17:36 - CRONACA - Termini Imerese - Donatella Battaglia

30 novembre 2013. Diario di una giornata “principesca”. Raimonda Lanza alla commemorazione di Giuseppe La Masa e Raimondo Lanza a Termini Imerese e Trabia

Emblema del sabato appena trascorso sono gli occhi di una bimba che osserva Raimonda Lanza di Trabia con aria guardinga e stupita perché ha dinanzi a sé una principessa che non indossa alcuna corona o abito sfarzoso; ma, nonostante ai suoi occhi appaia come atipica, la definisce bella… ciò che è! Un’eleganza innata combinata alla cortesia con cui ha affrontato il tour de force minuziosamente pensato dal comitato organizzatore degli eventi. Da sottolineare, infatti, che la splendida manifestazione, pensata in occasione della doppia data commemorativa in ricordo della nascita di Giuseppe La Masa e la morte di Raimondo Lanza, si è resa possibile grazie alla sensibilità dimostrata dal Generale di Corpo d'Armata Corrado Dalzini, Comandante della Regione Militare Sud che, aderendo alla richiesta formulata dall'Assessore alla Cultura del Comune di Trabia, Marianna Piazza, ha autorizzato il concorso di specialisti dell'Esercito che hanno operato in perfetta sinergia con la Pro-Loco Trabia, presieduta da Nicola Lo Bue.

Come da programma, la giornata è stata inaugurata a Termini Imerese dove sono state intitolate due vie, rispettivamente a Galvano Lanza e Vincenzo Florio, nei pressi del Lungomare Cristoforo Colombo alla presenza di autorità civili e militari, le Associazioni combattentistiche e d’Arma, una rappresentanza di auto d’epoca a cura del Museo del Motorismo siciliano e della Targa Florio.
È appunto il Direttore del Museo, Nuccio Salemi, con tanto di pastrano, ad accompagnare la Principessa al Museo da lui diretto e da lì al Castello Lanza su una Fiat del 1922. L’ingresso su auto d’epoca in quel magnifico scorcio della Sicilia che fu e il “Vecchio frack” di Modugno (brano che rappresenta, in metafore, la storia  di Raimondo Lanza di Trabia e pubblicato nel 1955, a un anno dalla morte del Principe) intonato da Domenico Guzzardo sono il profilo di una giornata commemorativa da non dimenticare. Lo stesso castello Lanza regala alla sua eccezionale “visitatrice” un restauro che non ne ha snaturato la storia secolare grazie alle linee guida della Famiglia Forello.

Nel corso del pomeriggio gli eventi celebrativi hanno avuto seguito presso l’Aula Consiliare Giuseppe La Terra di Trabia con la conferenza Sulle orme del mito: Giuseppe La Masa e Raimondo Lanza di Trabia, cittadini del mondo. Una sala gremita ha ascoltato gli  interventi del Sindaco, Francesco Bondì, dell’Assessore alla Cultura, Marianna Piazza e del Presidente dell’Associazione turistica Pro Loco Trabia-San Nicola, Nicolò Lo Bue, in qualità di mediatore ed ha poi prestato attenzione alle relazioni del Colonnello Mario Piraino e di Donatella Battaglia, storica, che hanno tracciato le vite dei due illustri uomini aggiungendo qualche nuovo dettaglio biografico. Il Colonnello Piraino, ad esempio, ha messo in luce dei nuovi aspetti sulle ultime ore del Principe Lanza che allontanano dalla pista del suicidio. Da lì, ci si è spostati  alla Biblioteca comunale Ignazio Buttitta dove è stata inaugurata la mostra fotografica su Giuseppe La Masa e Raimondo Lanza con preziosi documenti e pubblicazioni dei rispettivi periodi storici, armature e uniformi dei conflitti mondiali.

Le celebrazioni si sono concluse presso la Chiesa Madre S. Petronilla dove il Coro polifonico misto Stesicoro di Termini Imerese ha eseguito uno studio della Messe de Requiem di Gabriel Fauré, una musica di serenità e leggerezza, che scavalca la sofferenza e la morte e le guarda come se ci fossero soltanto la vita e poi la trasfigurazione, un Requiem che è stato definito una ninna nanna.

Una giornata ricca di eventi diversi ma di per sé compiuti, che ha incontrato il favore di chi vi ha partecipato e la gioia di chi lo ha meticolosamente pensato, voluto e organizzato.

E la Principessa? Con la sua grazia e disponibilità ha continuato a mettersi in posa accanto a chi voleva essere immortalato con lei, senza perdere neanche per un istante il gusto dell’affetto che la ha accolta ed accompagnata. A dimostrazione che la storia, e i suoi protagonisti, non deve essere dimenticata.

© Riproduzione riservata

Che bell'articolo. Misurato e di grande cortesia e sensibilità.

Commento inviato in data 06/12/2013 ore 19:59 da anonimo

 
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